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"Poperati", dolci del Carnevale di Monte Sant'Angelo (Fg)
Di origine albanese, un dolce tipico legato alla cultura contadina garganica

Redazione 18/01/2016 Aggiungi al tuo diario 
UN GUSTO DALLA STORIA
 
In alcuni centri del Gargano, come Monte San'Angelo, era ed è il dolce del carnevale, mentre in altri paesi di questa straordinaria parte di Puglia segnava il rito del fidanzamento e della promessa di matrimonio in ambienti contadini. Di certo simbolo di festa che inebriava il palato di tutti. Parliamo dei "poperati" o “puprète”, grossi taralli dolci speziati di origine albanese, intervallati da “tagli” detti in dialetto locale “’ntacc”, che fungono da sua unità di misura .Un dolce tradizionale dal diametro di quasi 20 centimetri e dal peso di circa un chilo. Il suo nome proviene da una espressione vernacolare propria di quell'idioma e la loro acquisizione alla tradizione garganica è chiara se si pensa subito al lungo dominio degli Skandemberg in quest'area geografica.
 
 
IL DOLCE DELLA NOTTE
 
Il rito della preparazione di questo dolce, davvero "consistente", era legato alle ore notture ed era sempre l'occasione per condividere canti augurali e farsi delle belle bevute. Lo conferma l’etnografo e studioso di tradizioni popolari  G. Tancredi che ci racconta di come si preparavano i "poperati":  “Anticamente si facevano per lo più di notte e durante la lavorazione della pasta le donne cantavano canzoni nuziali e gli uomini bevevano vino  e scherzavano per il buon augurio agli sposi".Oggi questi prodotti si possono acquistare presso numerosi forni e panificifi. Vengono preparati anche nelle famiglie del Gargano e un tempo - soprattutto durante la sera di carnevale - le maschere che andavano a far visitava ai parenti o agli amici avevano spesso in regalo una certa quantità di “puprète” che infilavano al braccio destro. Ma anticamente erano preparati - come già accennato - in occasione di fidanzamenti e sposalizi, quando ciascun invitato a fine festa riceveva “na cocchje de puprète””, cioè due piccoli taralli da conservare in un ampio fazzoletto. 
 
 
LA RICETTA
 
 
I  poperati sono dolci semplici ma dal piacevole gusto inaspettato grazie all’uso delle spezie. Sono eccezionali da  abbinare ad un passito o da gustare in compagnia di una semplice tazza di tè.
 
Gli ingredienti:
 
farina di frumento tipo 0, zucchero, miele, vino cotto, strutto, cannella, chiodi di garofano, buccia di limone e di arancia grattugiate.
 
Si intride la farina con il miele ( in 5 kg di farina un kg di miele) con un pò di lievito, chiodi di garofano, cannella e quindi a poco a poco si aggiungono tutti gli altri ingredienti e si lavora il tutto sino ad ottenere un impasto omogeneo. Si prende quindi una parte della pasta e si lavora in modo da ottenere una forma di cordone allungato dello spessore di tre o quattro centimetri e lungo circa sessanta. Formati nel cordone di pasta, dei rigonfiamenti detti comunemente “’ntacche”, quindi si sovrappongono le estremità del cordone per unirle e si tengono ferme con un chiodo di garofano, formando così una ciambella di circa 20 centimetri di diametro. 
 
1) Variante: Invece del miele si può mettere in 5 kg di farina un kg di zucchero, un pò di lievito, 35 grammi di cannella e buccia di arancia e limone grattugiati.
2) Variante: In cinque kg di farina si possono mettere 600 gr. di miele e mezzo kg di zucchero, lievito, cannella e buccia di arancia e limone grattugiati. 
 
 
Il fior di farina si può intridere anche col solo vino cotto. Cuocere in forno caldo per 20 minuti a 200 gradi ed altri 20/25 minuti a 180/175°. Non devono diventare neri ma marrone.
 
 
© Riproduzione riservata
 
 
 
 
 
 
 

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