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Masserie in Puglia

Masseria Spina grande di Monopoli
Tra le più interessanti delle contrade di Monopoli

Francesco Pepe 18/06/2015 Aggiungi al tuo diario 

SPINA GRANDE

La nobiltà del complesso si respira per l'elegante ed armoniosa facciata, preannunciata da una imperiosa doppia scalinata con balaustra e loggiato. Come attestano fonti d'archivio, questa masseria, per tutta la prima metà del Settecento, restò in possesso della famiglia Mazzalorsa, mentre nel 1757 venne poi acquistata dalla nobile famiglia Martinelli di Mola. Solo nel 1885, per ragioni di eredità, passò al ramo dei Meo Evoli, ancora oggi proprietari.

PROFILO ROSSO VELLUTATO

La sostanziale trasformazione della masseria, sviluppata su tre piani, cintata e munita di feritoie, avvenne nel 1762, quando al corpo di fabbrica originario venne sovrapposto il porticato con scala. Infatti, oggi su questo prospetto le caditoie sono scomparse. Ad alleggerire la facciata vi sono tre ampie arcate, dalle quali si può ammirare la campagna, qua e là interrotta dalla crescita urbana. Piuttosto singolare risulta la posizione del complesso, che, pur trovandosi vicino al mare, rivolge il suo prospetto principale verso i monti. L'ex abitazione del colono è situata al piano rialzato, insieme ad alcuni ambienti padronali, mentre la raffinata abitazione del proprietario, con grandi stanze voltate a botte e a padiglione e arredate con gusto, è collocata all'ultimo piano. Il materiale di costruzione è il carparo, di un accattivante rosso vellutato, mentre le varie decorazioni sono state lasciate in pietra naturale.

TRA RURALITÀ E SACRALITÀ

L'ariosa corte racchiude spazi un tempo fruibili per esigenze agricole: lamioni e ovili, oggi trasformati in confortevoli luoghi per ristorazione e convegni. Di tanto in tanto trovano spazio interessanti vetrine esterne allestite con attrezzi della civiltà contadina ormai in disuso. Un tempo le principali attività del complesso erano la coltivazione e la produzione dell'olio: lo ricordano un grande frantoio, costruito nel XX sec. (che mise in crisi quello di Spina piccola) e civettuole macine sulla corte. Anche il culto religioso è stato uno dei fattori aggreganti. La chiesetta settecentesca, comunicante con gli interni, fa bella mostra di un orientaleggiante campaniletto. Sul frontale si scorge una Vergine che regge un plastico della masseria, anteriore al Settecento. Apposite nicchie custodiscono altre sculture sacre, in una cornice di elementi decorativi quali particolari finestre, coronamenti ad archi e festoni; piccoli appezzamenti di terra e un modesto agrumeto con una coreografica fuga d'archi, alle spalle della masseria, completano l'incantevole scenario.

 
Come raggiungerla:
MONOPOLI | Strada per Bari (viale Aldo Moro); dopo circa un chilometro, a sinistra.
 

© Riproduzione riservata

 


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