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L'Oasi Gravina di Laterza (Ta)
Il gran canyon delle Murge pugliesi

Redazione 05/04/2016 Aggiungi al tuo diario 
PIETRE CHA PARLANO
 
Una sorta di canyon inciso nel mezzo del magnifico altopiano delle Murge in cui avrai la possibilità di  immergerti per godere di un paesaggio unico. E' uno degli straordinari tasselli dell' Oasi Gravina di Laterza (Ta).Ben 800 ettari in territorio tarantino per una lunghezza di 12 km. Quanto stupore ti coglierà la sua larghezza che è di ben 500 metri ed ha una profondità che raggiunge i 200 metri. Quest'oasi di protezione faunistica è stata istituita nel 1984, in base alla legge regionale sull'attività venatoria, mentre dal 1999 è gestita dalla LIPU ( Lega Italiana Protezione Uccelli) 
 
 
IL TERRENO E LE GROTTE
 
La composizione del terreno di quest'area è soprattutto di rocce calcaree risalenti al Cretaceo, quindi erose dopo la loro emersione, dal torrente che vi scorrevano all'interno.Rinvenuti qui nel corso degli anni vari resti fossili di crostacei e molluschi di epoca preistorica, testimonianti l'habitat anteriore all'emersione dei territori. I due principali tipi di roccia che ti colpiranno per i loro cromatismi sono la calcarenite e il "calcare di Altamura", ben visibili nella parte superiore delle pareti.  Suggestiva le profonde fratturazioni della roccia che hanno generato grotte e pinnacoli,  biomi per la nidificazione dell'avifauna.In questo paradiso selvaggio che fu culla della civiltà appenninica nell’XI secolo, l’habitat rupestre racchiude chiese ed altri ambienti scavati nella roccia e nel tufo, per un totale di circa 30 unità ancora 
in parte inesplorate. Le chiese rupestri si affacciano principalmente lungo le diverse lame che confluiscono su via Concerie.Tra queste si segnalano la Chiesa rupestre di San Giorgio, la Cripta rupestre Cantina Spagnola e la Chiesa rupestre di Cristo Giudice. 
 
 
FAUNA E FLORA
 
Le gravine sono delle vere e proprie spaccature del suolo e presentano pareti laterali  molto ripide, quasi perpendicolari, dove riescono a sopravvivere solo poche specializzate essenze arboree. Nella fasce più basse noterai zone boschive , dove predomina il fragno (Quercus trojana), quercia tipica dell'Europa Sud-orientale. Particolare anche la fauna dell'oasi: durante alcune visite guidate potrai scorgere con un binocolo varie specie di uccelli di grande interesse naturalistico che popolano l'area. Tra le tante  segnaliamo il capovaccaio, il lanario, il nibbio bruno, il grillaio, il passero solitario, la monachella, la sterpazzolina, lo scricciolo, l'occhiocotto. DI particolare importanza questa zona è per il suo essere  rifugio di rettili: si al Geco di Kotschy e al columbro leopardino,. Inoitre, qui coabitano anfibi, insetti, pipistrelli e mammiferi di notevole interesse, mentre nelle zone forestali adiacenti sono presenti cinghiali, faine, volpi, e specie di uccelli come l'Occhiocotto, le Cince, il Passero Solitario, la Monachella, la Sterpazzolina, lo Scricciolo, tipici della fauna mediterranea. La flora è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, ma gli speciali habitat presenti consentono la crescita di specie rare e  transadriatiche, come le orchidee selvatiche (oltre 50 specie presenti), il leccio, il fragno, la quercia vallonea, la campanula versicolor. E' possibile visitarla accompagnati dalle guide dell'Oasi Lipu ed avventurarsi per i sentieri impervi fino a raggiungere il fondo o addentrandosi nelle grotte sui costoni  della Gravina per osservare alcune specie di rapaci in via di estinzione come il capovaccaio. I costoni rocciosi si prestano molto bene per gli appassionati di arrampicata sportiva,
 il periodo consigliato è quello tra settembre e dicembre, sia per il clima che per i vincoli faunistici. Per gli amanti del trekking invece basteranno un paio di scarpe da ginnastica  per scoprire tutti i segreti di questo piccolo scrigno naturale.
 

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Il pane di Laterza
Laterza
Il Museo Archeologico di Taranto
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