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Le grotte di Castellana
Le magie della natura

Francesco Pepe 02/12/2014 Aggiungi al tuo diario 

CHILOMETRI DI BELLEZZA

La scoperta delle grotte di Castellana risale al 1938 e ha visto protagonista il professor Franco Anelli. Appena divennero visitabili dai turisti, il paese di Castellana acquisì così enorme fama da variare denominazione in Castellana Grotte, in onore, appunto, di queste cavità naturali che si trovano a solo due chilometri dal centro. Artefice di tutto ciò è l’acqua che, per migliaia di anni, penetrando nelle fessure della roccia calcarea, l’ha scavata fino a formare dei vuoti sotterranei, dando vita a splendide concrezioni stalattitiche e stalagmitiche. Le grotte si sviluppano per circa tre chilometri, suddivisi in ramificazioni laterali, accessibili solo ad esperti speleologi. 

VERSO LA MITICA GROTTA BIANCA

Avrai la possibilità di effettuare due percorsi turistici di lunghezza diversa: quello più lungo conduce alla "Grotta Bianca", “adornata” da candide concrezioni che creano una magica atmosfera. Una comoda scalinata conduce fino alla" Grave", illuminata da un lucernario naturale di forma quadrangolare, da cui comincia l’escursione. All’inizio del cammino si entra nella "Grotta Nera", cosiddetta per via di funghi microscopici che ne ricoprono le pareti. Da qui, si prosegue per il Cavernone dei Monumenti, alto circa 40 metri, dal cui suolo sorgono grosse stalagmiti e si accede, poi, nel "Corridoio dell’Angelo", con una enorme stalattite ocra al suo ingresso. Ancora una grossa caverna quadrata, la "Cattedrale", e poi il breve tratto del "Passaggio del Presepio", in cui si apre una piccola nicchia laterale con una piccola stalagmite chiamata la "Madonnina delle Grotte," per l’evidente somiglianza con la figura della Vergine. 

TRA GIOIELLI NATURALI

Attraverso il "Corridoio del Serpente" e lasciando a sinistra la caverna laterale del "Piccolo Paradiso", si entra nella Caverna dell’Altare, che prende questo nome dalle alte e sottili colonne che ricordano i ceri di un tempio. Pochi gradini rendono accessibile un basso passaggio naturale che porta alla "Grotta del Precipizio". Proseguendo l’escursione, dal "Corridoio del Deserto", un alto canyon naturale lungo circa 500 metri, povero di concrezioni cristalline, si prosegue attraverso delle cavità interne più piccole ma con concrezioni dalle forme e dai colori di rara bellezza. Altre maestose caverne che si susseguono sono il "Duomo di Milano", la "Caverna della Torre di Pisa", il "Laghetto dei Cristalli e la "Sala Rossa". Nella "Cappella della Cupola" le pareti sono ricoperte di drappeggi di alabastro dai toni rosso-ocra. Infine, da una porta aperta artificialmente, si entra nella "Grotta Bianca" e nella "Sala del tesoro", forziere colmo di concrezioni somiglianti a preziosi gioielli.

 
 
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