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La "farrata"di Manfredonia (Fg), rustico di Carnevale
Un prodotto gustoso della tradizione

Redazione 12/01/2016 Aggiungi al tuo diario 
LA "REGINA" DEL CARNEVALE 
 
Arriva Carnevale, ritornata la "farrata". Un rustico delizioso e fragrante della tradizione del Carnevale sipontino.Tramandata da oltre duemila anni, questa tipicità è diventata il simbolo del Carnevale di Manfredonia, centro del Gargano, in provincia di Foggia. Da sempre la "farrata" ha accompagnato i canti,  balli e le maschere delle feste carnecialesche.E' una prelibatezza di forma rotonda, fatta con sottili sfoglie di pasta dal diametro di circa 12-13 cm.Il  suo nome deriva  principalmente dal farro  presente all'interno del  ripieno, oltre alla ricotta di pecora, la  menta maggiorana,  il pepe, sale e cannella. Ricordiamo che il farro è il primo grano che i pastori nomadi del Medio Oriente coltivavano agli inzi della civiltà. La sua coltivazione fu mantenuta anche dopo la scoperta del grano in gran parte dell'Italia romana e preromana, per la sua forte capacità di adattamento in condizioni poco favorevoli.
 
 
ORIGINI
 
D’origine antichissima ( il nome ferrata deriva dal latino far=farro) la "farrata" e’ un pò un simbolo di quella dolce asprezza peculiarità del paesaggio sipontino. Un poeta dialettale locale scomparso, Michele Racioppa, ha ribattezzato  la "farrata" con il nome di "pasta degli innamorati” a cui ha dedicato una poesia ” A Farrète”. Per gli abitanti di Manfredonia questo rustico rimanda all’immagine dei vari venditori ambulanti che, un tempo sin dall'alba, appena sfornate dai tanti forni a legna, riversavano nell’aria i suoi profumi e cercavano di venderle per le vie del paese. Le "farrate" erano tenute calde in sporte ben coperte. Tradizionalmente, il periodo della sua produzione iniziava il giorno di S. Antonio Abate e si protraeva fino al 20 maggio (conclusione della pesca delle seppie). Infatti molti pescatori della zona, un tempo, barattavano con i pastori abruzzesi le seppie con la ricotta e il formaggio.Oggi questa ricetta e’ così importante da essere considerata un P.A.T.( Prodotto Agroalimentare Tradizionale) 
 
 
LA RICETTA TRADIZIONALE
 
Era ed è la farrata preparata con ingredienti semplici e legati alla cultura contadina arcaica: il farro macerato (spesso sostituito dal grano), la ricotta e tuorlo d'uovo.  Un rustico davvero buono e "povero: vi basterà solo un pò di pazienza e tempo. 
 
Ingredienti (dosi per 12 farrate)
1.5 kg di ricotta fresca di pecora, 1 barattolo di grano duro cotto, 2 mazzetti di menta maggiorana, 1 kg di farina, 15 grammi di pepe, 
2 cucchiai di sale, 2 bicchieri d’acqua, 2 tuorli d’uova, cannella qb, forma circolare (diametro 13 cm)
 
Preparazione:
Rimuovete i ramoscelli dalla menta maggiorana e lasciate solo le foglie. Mescolate in un recipiente abbastanza grande, la ricotta, il grano e la menta maggiorana appena pulita. Aggiungete tutto il pepe e la cannella e mescolate fino ad ottenere un amalgama uniforme degli ingredienti. Lasciate riposare per mezz’ora affinché la menta maggiorana possa aromatizzare la ricotta fresca. Nel frattempo, impastate la farina aggiungendo lentamente l’acqua e il sale. Amalgamate bene la farina fino ad ottenere un impasto non troppo morbido. 
Preparate delle sfoglie di pasta non più spesse di 2mm. Tagliate la sfoglia in maniera circolare usando un coltello o l’apposito rullo da taglio. Le forme ottenute saranno usate a coppie, una per il fondo e una per coprire il ripieno della farrata. Riempite ogni sfoglia con due cucchiai dell’impasto di ricotta ottenuto in precedenza, e copritela con un’altra sfoglia. Con indice e pollice unite le due sfoglie ripiegando la pasta verso l’interno della farrata, a mo’ di calzone. Montare i due tuorli d’uova, e con un pennello piccolo cospargete la parte superiore della farrata, colorando di rosso. Infine, prima di infornare, bucate con una forchetta la parte superiore della farrata stessa, onde evitare bolle d’aria all’interno. Infornate per mezz’ora nel forno a 180°. Mangiata calda è una vera bontà incredibile. La fragranza dell'impasto, contenuto nella sfoglia, che s'indora, è unica nel suo inconfondibile sapore.
 
 

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