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La chiesa rupestre di San Nicola
Nella murgia tarantina espressioni di arte

Giuseppe Maria Lacitignola 29/04/2015 Aggiungi al tuo diario 

LA “SISTINA” IN RUPE

Ai più è conosciuta con l’appellativo di “Cappella Sistina” della civiltà rupestre nel Meridione d’Italia. Questo titolo la chiesa rupestre di San Nicola se l’è conquistato per i suoi sorprendenti affreschi, che potrai ammirare su tutte le sue pareti. Riccamente adornata con dipinti "alla maniera di Bisanzio", rappresenta una vera pinacoteca d'arte medioevale nella murgia tarantina, per lo stile dei suoi affreschi, databili dall'XI al XIV sec.

PIETRE CHE PARLANO

Da osservare attentamente la “Deesis”  (Intercessione dei santi nel giorno del giudizio universale), nel vano absidale centrale che sembrerebbe risalente alla metà del XII secolo. Inoltre,rappresentazioni di Santo Stefano, San Giovanni Evangelista, San Nicola, San Pietro e Papa Leone Magno, Santa Parasceve, le Sante Lucia e Pelagia, l’iconografia delle Vergini stolte e delle savie. Tra le notizie certe di questo imperdibile sito, scrigno di arte sacra, si sa che nel 1081 la chiesa fu donata all’abbazia della Trinità di Venosa e sottratta al rito greco.

ELEGANZA DI PARTICOLARI

L’esterno della chiesa rupestre è rivolto ad ovest e presenta un piccolo spiazzo antistante dove si affaccia l’ingresso della grotta, sottolineato da una raffinata lunetta. Sempre all’esterno, anche un arcosolio, scavato nella facciata accanto all’ingresso, probabilmente destinato alla persona che aveva patrocinato la costruzione di questo luogo di culto. L’archivolto è profilato, come nelle arcate cieche dell’interno, con un motivo a ghiera ed è sormontato da una nicchia che presenta il tema delle tre croci del Calvario.

 

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