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La Cattedrale di Otranto
Tra mosaici straordinari e devozione popolare

Redazione 05/05/2015 Aggiungi al tuo diario 

 

CATTEDRALE, SIMBOLO DI CRISTIANITÀ

Non si tratta di una semplice chiesa o di un luogo di religiosità, ma di una eccezionale testimonianza storica della vita di Otranto. Uno scrigno artistico di assoluto valore, un simbolo della cristianità per quanto accaduto nella storia di questa cattedrale. Si ricordi che Otranto ha dato il suo nome a tutta la Puglia meridionale. È stata la roccaforte del potere bizantino in Italia meridionale. È stata sede vescovile di rito greco di rilevanza capitale, nonché ultimo baluardo contro la conquista romana, che si affermò nel 1070 quando già la Chiesa di Roma aveva iniziato la sua opera di penetrazione, mirando ad imporre in terra greca il nuovo modello della chiesa riformata.

UN TEMPO ANCHE MOSCHEA

Intitolata a Santa Maria Annunziata, fu edificata nel XII sec. sui precedenti insediamenti di epoca messapica, romana e paleocristiana. Giunti in piazza basilica, la tua vista godrà della vista di una struttura lineare, lontana dallo sfarzo del tipico barocco salentino. La chiesa subì diversi assalti ed è stata più volte demolita e riedificata. Un episodio su tutti da ricordare è indubbiamente l’invasione turca del 1480, durante la quale fu scritta una delle pagine più difficili della cittadina: all’interno della cattedrale furono trucidati i fedeli e i rappresentanti del clero che si rifugiarono fra queste mura per fuggire dal feroce attacco. Questo sito fu defraudato e adibito a moschea,  mentre i tesori artistici andarono distrutti, fino a quando la chiesa e la città tutta venne liberata per mano degli Aragonesi. Visiterai la cattedrale più grande del Salento e singolare nel suo stile che, esternamente, si caratterizza per una facciata interessante con due spioventi ai lati, a capanna, e due finestre monofore. Al centro un rosone rinascimentale, impreziosito da sottili trafori di marchio gotico, rifatto dall'Arcivescovo Serafino da Squillace all'indomani della liberazione della città dal dominio turco, durato 300 giorni dal 1480 al 1481, periodo in cui la Cattedrale fu trasformata in moschea.

PER RICORDARE L’ECCIDIO DEI TURCHI

La struttura è a pianta basilicale e al suo interno spicca la divisione in tre navate, limitate da file di cinque colonne corinzie collegate l’un l’altra da arcate. A impreziosire la navata centrale ed il presbiterio noterai il bellissimo soffitto a lacunari legno con particolari dorati. Ad arricchire le navate centrali sono, invece, i dipinti e i sei altari dedicati a sacramenti e simboli cristiani. In fondo alla navata destra si trova poi una delle memorie più toccanti della Cattedrale: la cappella dei Martiri. È una parte della chiesa dedicata al ricordo della strage dei Martiri d’Otranto, cioè degli 800 abitanti cristiani che nel 1480 furono massacrati dai turchi per non voler rinnegare la propria fede.

II MOSAICO, LIBRO DI PIETRA

Tra i vari gioielli all’interno della Cattedrale vi è il mosaico pavimentale. Un’opera d’arte di  sorprendente bellezza. Il capolavoro realizzato dal monaco Pantaleone e terminato nel 1164, raffigura l’albero della vita, e i passaggi raccontati dall’Antico Testamento, che narrano del cammino che l’uomo svolge per dirimersi dal peccato e cercare la salvezza eterna. L’opera impreziosisce, con la propria magnificenza, le navate ed il presbiterio.

UNA CRIPTA IMPORTANTE

Risale al secolo XI ed è una miniatura della celebre Cisterna di Costantinopoli o della Moschea di Cordova. Dal punto di vista architettonico della cattedrale è di grande importanza. Si tratta infatti della più antica delle cripte della regione e la sua rilevanza è dovuta altresì alla sua ampiezza. Particolare la sua struttura, divisa in 5 navate e dotata di 72 fra colonne e pilastri. Nella cripta, inoltre, degni di nota le metope marmoree, il pannello marmoreo del ‘500 e  l’affresco di Maria col Bambino, insieme ad altri interessanti di affreschi.

 

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