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La "capitale" del fischietto
A Rutigliano il folclore fischia ancora

Francesco Pepe 15/10/2014 Aggiungi al tuo diario 

TRA STORIA TRADIZIONALE E COLLEZIONISTI

Un tempo servivano a scacciare gli spiriti maligni o a richiamare il gregge. Oggi attirano migliaia di persone in occasione della fiera del 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, considerato anche protettore degli animali da cortile. Stiamo parlando di uno dei vanti della tradizione artigianale pugliese: i fischietti in terracotta di Rutigliano. Manufatti dipinti a mano con colori vivacissimi che ripropongono noti volti o scene di vita quotidiana. Si possono ammirare le classiche forme del galletto “portafortuna”, ma anche volti di personalità del mondo politico e religioso, riproposti in forma caricaturale. I fischietti dei fabbricanti di vasi sono sempre stati di forme che rimandano al passato e legati al mondo degli animali, piuttosto limitati nei colori, mentre quelli dei figurinai si sono sempre contraddistinti per la varietà dei colori e per la fantasia. Siamo di fronte ad una vera tradizione: basti pensare che il fischietto più antico ritrovato risale all’età medioevale. Ancora oggi quel valore giocoso e simbolico trova continuità negli usi e costumi della gente del posto (e non solo) che finisce per collezionarli.

A SPASSO TRA LE BOTTEGHE ARTIGIANALI

Tanti gli artigiani che si potranno conoscere ed ammirare all'opera nelle loro suggestive botteghe artigianali. Sarete rapiti dall’abilità e dall’entusiasmo con cui  questi uomini modellano l’argilla e l’acqua che, insieme, danno origine a queste piccole “opere d’arte” dalle forme bizzarre. Questi artigiani mescolano gioco e tradizione, sacro e profano, professionalità e amore per la propria terra. Alla fine però la bellezza resta quella di sentire se si crea, con il proprio soffio ,quel fischio che è la sintesi di un equilibrio raggiunto tra vuoti, pieni e fori. Sapienza ed esperienza che generano l’emozione di una perfetta funzionalità che racconta di un mondo arcaico. Di quel mondo di ieri in cui i fischietti nacquero come passatempo per bambini poveri ma che assumono in poco tempo una valenza culturale, magica e simbolica. Tra i tanti diffusi e appartenenti alla tradizione più vera quelli a forma di “galli” che, per consuetudine, il 17 gennaio, giorno di fiera, ogni uomo deve regalare alla propria donna come dichiarazione d’amore.

FISCHIETTI IN FIERA E IN MOSTRA

Da non perdere la visita della fiera dedicata a questo prodotto, un evento che risale al medioevo e che oggi viene riproposto con un percorso tra schiere di bancarelle e spazi dedicati alla gastronomia tipica, associato a momenti di spettacoli tradizionali. Un appuntamento fissato in occasione della festività di S. Antonio Abate, il 17 gennaio. Una volta giunti a Rutigliano, oltre a visitare l’interessante Museo Civico Archeologico, da vedere assolutamente il museo etnografico e antropologico, dedicato proprio a questo manufatto tradizionale, aperto nel 2004, e intitolato alla memoria dell’importante industriale locale Domenico Divella. Una mostra permanente che si potrà visitare presso Palazzo San Domenico. Oltre alla biblioteca civica, questo interessante spazio ospita un Museo civico del fischietto in terracotta che custodisce centinaia di opere realizzate dai migliori artisti italiani che ogni anno gareggiano al celebre "Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta - Città di Rutigliano”.

 

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