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L' abbazia di S.Vito
Architettura religiosa sul mare

Francesco Pepe 28/05/2014 Aggiungi al tuo diario 

SULLE ONDE DELLA STORIA

A solo qualche minuto da Polignano a Mare, in una piccola frazione detta "S. Vito", sorge l’ omonima abbazia. Quanta raffinatezza esprime la visione di questo bene culturale che,  con le sue linee barocche, con una notevole scalinata, che dalla corte conduce al loggiato, con un incantevole affaccio sulla cala, ti regalerà emozione.

TRA FEDE E LEGGENDA

Dietro queste affascinanti linee architettoniche e un paesaggio naturalistico di grande bellezza si cela una leggenda che narra di una nobildonna salernitana che, mentre annegava nel fiume Sele, fu salvata per intercessore di San Vito. In cambio di tale gesto miracolistico, però, le chiese di far spostare il suo corpo nel locus marianus in Puglia che, per mezzo del sogno, comunicò trovarsi  nel castrum polymnianense. Le reliquie del corpo di San Vito e dei suoi precettori, Modesto e Crescenza, furono custodite da una comunità di monaci basiliani a cui succedettero, nell’XI secolo, i monaci benedettini. Successivamente il complesso monastico passò da un dominio all’altro.

IL ROMANICO DI UNA CHIESETTA

La chiesa romanica presenta sull’antica porta segni degli attacchi turchi e, all’interno, è suddivisa in tre navate. Sempre tre sono le cupole in asse, con volte a botte nelle navate laterali. Va detto che tutto il sito è importante da un punto di vista archeologico: porto naturale sull’adriatico, alla foce di una lama, e statio (stazione di cambio dei cavalli) sulla via traiana. Nell’imponente complesso sono ben  visibili i segni di un sistema difensivo contro le incursioni dal mare: le mura, all’interno la torre masseria del XVI sec., i tanti ambienti che la caratterizzano. Dopo la soppressione degli ordini monastici, nel XIX secolo, il monastero fu inglobato nel palazzo marchesale dei Tavassi-La Greca, che, nel 1866, ne divennero proprietari.

 

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