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Il Santuario di San Michele Arcangelo
Un imperdibile sito Unesco

Francesco Pepe 26/01/2015 Aggiungi al tuo diario 

META DI ANTICHI PELLEGRINAGGI

È noto che il Gargano è da sempre terra di pellegrinaggi religiosi. Oggi, da vivere assolutamente quello che porta verso Monte Sant’Angelo  e presso il suo santuario, fra i più affascinanti al mondo. Non si tratta di scoprire semplicemente una bellezza architettonica ed artistica, ma di dirigersi verso la conoscenza di una storia non solo locale. Infatti, l’invito è quello di raggiungere uno dei celebri santuari delle Cristianità, tra i più visitati da fedeli che arrivano addirittura da Oltralpe.  Oltre al riconoscimento nel  2011 di sito Unesco, significativo è anche quello ricevuto dal National Geographic  (una delle più grandi istituzioni scientifiche non profit al mondo) che, nel 2014,  l’ha definito come una delle grotte più belle del mondo: ottava nella top ten internazionale stilata dall'ente. Unica ad essere presa in considerazione in Italia.

SULLA MONTAGNA SACRA

Circondato da una sorprendente macchia boschiva, il paese di Monte Sant’Angelo e la sua identità sono strettamente connessi alla religiosità popolare sviluppatasi intorno a questo importante luogo sacro. Tutto cominciò con l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele.  In questa grotta non mancò di fermarsi chi era diretto in Terra Santa ad affrontare gli infedeli. È probabile che il santuario sia sorto nel  VI sec. su di una antica badia, divenendo una sorta di “luogo di culto nazionale” dei longobardi. Il portale accoglie la porta in bronzo fatta fondere a Costantinopoli nel 1076. I suoi battenti sono impreziositi ciascuno da 12 pannelli, in argento e rame ma con intarsi colorati, raffiguranti episodi del Vecchio e Nuovo Testamento.  Percorsi ben 86 gradini della scalinata, che predispongono ad un silenzio mistico, si giunge alla sacra grotta, luogo di apparizione. “Dove si spalanca la roccia, lì saranno perdonati i peccati degli uomini”. Induce ad un riflessione un’iscrizione con le parole dell’Arcangelo che nella devozione popolare garganica è molto venerato. Sembrano quasi abbracciare queste due arcate che incorniciano la bianca facciata del santuario su cui troneggia, in una nicchia, la statua di San Michele. Come ogni anno, secondo la tradizione locale, si tiene  la toccante processione in onore del Santo Patrono, San Michele Arcangelo. Tanti i devoti e i turisti che vi partecipano. Durante il rito cultuale segue la Sacra Spada dell’Arcangelo, simbolo che fa da cornice alla ricorrenza religiosa. Padre Pio, quando era soltanto un semplice cappuccino, lo sosteneva sempre: «Prima di venire qui a San Giovanni Rotondo, dovete andare a Monte Sant' Angelo, a trovare san Michele. È lui il grande santo del Gargano da venerare».  Un motivo in più per non perdersi questa visita che offre spiritualità per credenti e non.

UN PERCORSO TRA ALTARI E UNA VISITA AL TESORO VOTIVO

Sono diversi gli altari presenti in questo santuario dentro alle varie nicchie, interessante quello barocco di San Francesco, ma ad attirare subito l’attenzione è quello, ugualmente barocco, dedicato alla Vergine, su cui domina la statua in marmo che rappresenta il Principe delle Milizie Celeste. Da visitare il Museo della Basilica, un sorta di viaggio attraverso la pietà popolare di ieri e di oggi, dove si trovano conservati, oltre a diversi frammenti architettonici dell’VIII sec. e resti di affreschi pagani e paleocristiani, un’ icona di San Michele del VII sec. e una Croce in cristallo e filigrana del XIII sec., donata quest’ultima dall’imperatore Federico II di Svevia. Ma l’insieme più importante è rappresentato dai frammenti di un ambone del 1041. Da vedere anche certe testimonianze che pellegrini illustri e gente comune nel corso dei secoli hanno lasciato come segno di devozione.

 

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