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Cooking e gastronomia in Puglia

Il "grano dei morti", dolce della tradizione
Per "festività dei morti" un piatto per celebrarne il culto

Francesco Pepe 30/10/2015 Aggiungi al tuo diario 

UN PIATTO SIMBOLO DI RINASCITA

E’ una di quelle tradizioni popolari che si sono tramandate sino ai giorni nostri. Nella ricorrenza del “giorno dei defunti “ per celebrarne il loro culto, in  terra di Foggia, si è soliti preparare un dolce di antica origine contadina, fatto con ingredienti genuini e semplici: grano, vincotto, fichi, uva, mandorle, noci, melagrana. E’ conosciuto con il nome di  “grano dei poveri”. Ancora oggi, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, si è soliti lasciare sulle tavole imbandite un piatto di grano cotto, simbolicamente offerto alle anime dei defunti. Come si saprà, in tutte le culture e le religioni, il grano è il simbolo stesso della vita e della fertilità. Ma per raccogliere il chicco di grano bisogna recidere la spiga, ucciderla e il chicco solo dopo essere morto a sua volta sottoterra rinascerà in una nuova spiga. Insomma il simbolo del continuo e incessante ciclo di morte e rinascita della natura.  Vita che nasce dalla morte.

TRA STORIA E SIMBOLI

Gli studiosi sostengono che il legame tra melograno e la Mitologia greca sia all’origine di questo tipico dolce della festività dei morti. Il melograno rappresenta il sangue e la fertilità. Nell'antica Grecia gli ingredienti alla base di questo piatto pugliese tradizionale della festa, grano e melograno amalgamati insieme, erano offerti a Demetra, dea dell'agricoltura e alla figlia Kore che, rapita da Fiutone, nell'Ade aveva assaporato i gustosi chicchi rossi. Ancora oggi in Grecia si è soliti consumare del grano cotto sulla tomba del caro estinto. Ma questo piatto è legato anche alla vicenda dell’Imperatore Giuliano l’Apostata, che avvelenò il grano dei cristiani, i quali riuscorono a scampare ad una fine nefesta mangiando del grano bollito per 40 giorni.Sempre nell’antica Grecia questo saporito dolce rappresentava la bontà e la benevolenza dei defunti e delle loro divinità. AI nostri tempi in Puglia mangiare il grano nel “giorno dei morti” assume, oltre ad un valore rituale, anche un significato propiziatorio per affermare continuazione alla vita e prosperità.

UNA RICETTA SEMPLICE

Gli ingredienti classici e base di questa ricetta sono grano tenero (500 grammi), un melograno maturo. gherigli di noci (150 grammi), cioccolato fondente (150 grammi), zucchero, cedro candito (100 grammi), cannella, vincotto. Le varianti prevedono le mandorle, o il cacao dolce, o i fichi secchi.Per la sua esecuzione bisogna far bollire il grano in una pentola d’acqua. L’ebollizione deve continuare per oltre cinque minuti. Dopo di che con un panno si ricopre la pentola per farla raffreddare. Quando il grano è freddo, scolare l’acqua e aggiungere i chicci di melograno, il cioccolato fondente (ovviamente a pezzi piccoli), le noci, la cannella e per chi vuole un paio di cucchiai di zucchero. A dare il tocco finale a questa pietanza deliziosa sarà  il vincotto, ma attenzione: non versarlo mai dentro il composto, ma solo nelle porzioni che si servono, perché la sua densità potrebbe poi indurire il dolce.

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