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Il castello Marchione
Dimora di cacca dei Conti Acquaviva

Redazione 27/04/2015 Aggiungi al tuo diario 

DA DIMORA DI CACCIA A RESIDENZA NOBILIARE

Irrinunciabile una visita al magnifico castello Marchione che, nel ‘700, era usufruito come palazzina di caccia e, in seguito, come residenza estiva degli Acquaviva d’Aragona, conti di Conversano. Tutt’ora non si conosce l’origine del nome Marchione con cui, tra l'altro, è denominata  la contrada in cui si trova questo bene culturale prossimo a Conversano. Come altri importanti beni artistici, anche questo, nel secolo XIX, andò in degrado. Infatti, insieme alle terre,  fu adibito a locale agricolo e la macchia boschiva circostante venne dissodata. Ma, per fortuna, la principessa Giulia Acquaviva d’Aragona, intorno agli anni 1920-30, riprese il possesso  della dimora, intraprendendo una importante opera di recupero e valorizzazione. Azione proseguita poi, con amore, competenza e impegno dal figlio, il  principe don Fabio Tomacelli Filomarino (1920-2003), uomo di profonda religiosità, sempre attento ai bisogni  della gente, ultimo discendente di casa Acquaviva d’Aragona.

LINEE DI FIEREZZA

Godendo della grande disponibilità degli attuali proprietari, potrai ammirare una struttura a pianta rettangolare, caratterizzata da quattro slanciati torrioni cilindrici, di età medioevale, posti come sentinelle ai quattro angoli dell'edificio, che si compone di un piano terra, di un piano rialzato e di un piano superiore, di epoca barocca-neoclassica. Il tuo occhio proverà un senso di smarrimento nell’ammirare la bellezza di questo castello per i tanti e raffinati elementi architettonici che caratterizzano una imperiosa facciata. Loggette di finestre decorate, il monumentale scalone di accesso al piano superiore con le sue rampe multiple, le balaustre che ornano scalinata e terrazzini sono solo alcuni degli elementi che ti conquisteranno. Simmetriche sono la facciata principale e quella posteriore, entrambe tripartite, con le loro artistiche trifore. Graziosa anche la chiesetta presente nella bella e ampia corte interna.

UN DESTINO DI BELLEZZA

Al piano superiore, i soffitti, anticamente in legno e dipinti, furono sostituiti, nel secolo XIX, con volte in muratura, eccezion fatta per quelli del salone centrale, che raffigura lo stemma della casa Acquaviva d’Aragona. Sulla parete opposta vi è una tela ad olio raffigurante Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, detto “il Guercio delle Puglie”. Sulle stesse pareti si trovano anche dei “Medaglioni” (dipinti a olio su rame) che ritraggono i vari duchi d’Atri di casa Acquaviva. In un’altra stanza vi è anche il quadro che riproduce la contessa Isabella Filomarino, moglie di Giangirolamo II, che amministrò la contea durante le varie assenze del consorte. Dal 1993 il castello Marchione viene impiegato anche per ricevimenti, meeting e congressi. La ristorazione e il servizio sono curati in ogni particolare, esclusivamente dal qualificato personale di questa straordinaria dimora storica tutta da conoscere.

 

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