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Castelli e torri in Puglia
Arte e Storia in Puglia

Il castello di Mesagne
Da "castrum" a palazzo nobiliare

Giuseppe Maria Lacitignola 07/05/2015 Aggiungi al tuo diario 

 

PIETRE DAL TEMPO

Tanti sono gli uomini, i regnanti, i guerrieri con i quali si è intrecciata la storia di questo bel castello, che ha attraversato anche momenti difficili, ma che ora è indubbiamente il monumento più emblematico della storia di Mesagne. Il suo nucleo originario, il “castrum”, era formato da un accampamento fortificato risalente XI o XII sec., voluto a difesa della città. Con la riconquista normanna della Puglia, Roberto d'Altavilla detto il Guiscardo decise la costruzione di questa architettura. Tieni presente che il termine “castrum” era sinonimo non solo di "luogo fortificato", ma anche di centro giurisdizionale, militare, economico, religioso. Nei primi decenni del XV sec, intorno al 1430, Giannantonio del Balzo Orsini fece costruire il torrione e le due torrette adiacenti, probabilmente insieme alla nuova cinta muraria. Di questa parte di struttura sono visibili opere di difesa, come le caditoie, guardiole ai quattro vertici. All'interno vi sono sei piccoli ambienti dotati di  feritoie, quattro caminetti,  il pozzo di acqua sorgiva e le scale di accesso alle prigioni sottostanti. Nel XVII e XVIII sec. furono apportate ulteriori variazioni, le famiglie, dei marchesi Imperiali prima e dei Granafei successivamente, modificarono la costruzione per adattarla a propria abitazione. Nel 1973 il castello divenne proprietà del Comune di Mesagne, che nel 1995 ha avviato dei lavori di recupero e restauro.

INTERNI DI STORIE

L'altro nucleo di questo castello che ti interesserà particolarmente è quello degli ambienti a piano terra e del primo piano, collegato alla torre dal vano a pianta rettangolare con volta a botte, attualmente destinato ad auditorium. Nella corte interna apprezzerai i portali bugnati ad arco a tutto sesto, da dove è possibile accedere alla zona superiore esterna relative al giardino pensile, con una vista incantevole. La stanze del piano terra ospitano l'interessante museo archeologico "Granafei", con tombe messapiche, mosaici e numerosi ritrovamenti di epoche diverse. Sull'ingresso principale del maniero sono visibili il portone ligneo e sulla destra le due archibugiere, le antiche bocche di fuoco. Molto probabilmente qui era un ponte levatoio, che consentiva l'ingresso al castello dal fossato (oggi non più visibile). Dalla vicina piazza Orsini del Balzo è percepibile la parte meridionale del castello, con i finestroni ornati del ’700.

DA CASTELLO A PALAZZO SIGNORILE

Il castello si è completamente trasformato tanto da diventare una dimora signorile. In particolare, il marchese Barretta operò diverse modifiche . Gli ultimi feudatari furono gli Imperiali, che nel 1908 cedettero il castello alla principessa Iran d’Abro Pagradite.  Tra i personaggi illustri che la elessero a propria dimora, Giovanni Antonio Albricci e la famiglia De Angelis, che, ottenutane la proprietà nel 1973, vi realizzò il bel portale di gusto barocco.

 

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