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Il castello di Manfredonia (FG)

Redazione 10/11/2015 Aggiungi al tuo diario 

UN CASTELLO SUL MARE

Sono tanti i motivi per conoscere Manfredonia, città portuale e marittima per eccellenza in provincia di Foggia, ma tra quelli davvero imprescindibili vi è la visita al suo affascinante castello. Una costruzione che si affaccia sul bellissimo mare di una città che ha avuto una importante storia. Una testimonianza in tal senso è data proprio dall’architettura di questo maniero che rivela dell’influenza delle tre dinastie succedutesi nella dominazione del territorio: Svevi, Angioini e Aragonesi. La  sua regolarità geometrica include numerosi aspetti costruttivi tipici dell’architettura sveva, che ben coabitano con dettagli riconducibili a stili diversi che ne tempo si sono innestati.

I TANTI PROFILI NEL TEMPO

Di certo questo castello fu edificato per proteggere la città. Osservando proprio le linee costruttive si ipotizza che l’inizio della sua erezione sia da assegnare a Manfredi, figlio di Federico II. Si suppone che all’improvvisa scomparsa del giovane, i lavori sarebbero stati portati avanti  da Carlo d’Angiò, all’epoca del quale gli storici locali hanno rivenuto i primi documenti che parlano del maniero. L’originario impianto quadrilatero, con cinta muraria unita da cinque torri, fu rinforzato dagli Aragonesi con la realizzazione di un’ulteriore cinta esterna con quattro torrioni. Nel 1620 il castello cadde nelle mani dei Turchi e in questa circostanza si rivelò non idoneo ad una sicura difesa, pertanto furono effettuati interventi per ampliare la capacità difensiva. Ma sempre nel XVIII secolo il fortilizio perse questa sua funzione di difesa, divenendo prima caserma e questo lo testimoniano anche alcune iscrizioni lasciate dai detenuti sulle pareti. Successivamente divenne centro di accoglienza per l’Orfanotrofio Militare di Napoli. Nel 1901 il castello fu acquistato dal Comune di Manfredonia e, più tardi, ceduto allo Stato. Nel secolo scorso, dal 1968, al suo interno è stata istituita la sede del Museo Archeologico Nazionale.

 

UN MUSEO, SCRIGNO DI PREZIOSITA'

Quanto bellezza d’arte e storia da contemplare presso il museo  Archeologico ,ospitato all’interno delle sale del castello che custodisce un 'tesoro' straordinario. Da segnalare le oltre 1500 stele daunie (VII-VI secolo a.C.), tra le più interessanti collezioni di arte italica che il nostro Paese possa vantare, ritrovate negli anni '60 del XX secolo. L'ipotesi più convincente è che fossero segnacoli di tombe di facoltose personalità. Di grande interesse pure i materiali delle civiltà protostoriche della Daunia. La ceramica marcata e le selci dell'età neolitica attestano contatti tra questa zona e le isole Eolie. Da vedere con attenzione i materiali da Coppa Nevigata: i più antichi risalgono al IV millennio a.C., e straordinari sono i frammenti di vasi micenei che dimostrano commerci con l'Oriente già nel II millennio a.C. 

 

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