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Cultura e tradizioni in Puglia

Il Carnevale di Putignano (Ba)
Una tradizione risalente al Medioevo e tra gli eventi più lunghi in Europa

Maria Zaccaria 12/10/2015 Aggiungi al tuo diario 

IL CARNEVALE TRA STORIA E ATTUALITÀ

Il Carnevale di Putignano è la festa carnascialesca più nota della Puglia e più lunga d'Europa. Inoltre, vanta una storia antica, che ha inizio nel 1394. All'inizio degli anni Novanta nasce la Fondazione Carnevale di Putignano per promuovere la festa e conservare, oltre che valorizzare, il ricco patrimonio culturale scandito da riti e tradizioni secolari. A partire dal 2006, ha luogo anche una edizione estiva del Carnevale putignanese.

TRIONFO DI MATERIALI POVERI

La maschera ufficiale del Carnevale di Putignano è Farinella, ideata, negli anni Cinquanta, dal grafico Mimmo Castellano. Il nome di questo personaggio richiama una farina - antico cibo contadino tipico della gastronomia locale - ricavata da alimenti poveri, quali i ceci e l'orzo.I maestri artigiani di Putignano realizzano i carri allegorici in cartapesta che sfilano per le strade della città, trasformandola in un vivace teatro a cielo aperto. Anche la cartapesta è un materiale povero, composto da fogli di giornale modellati con una colla ottenuta dalla mescolanza di acqua e farina. Materiale povero, dicevamo, che però è in grado di dare origine a delle vere e proprie opere d'arte, allegoria delle umane vicende.

LE PROPAGGINI

Il Carnevale di Putignano si inaugura il 26 dicembre con la festa delle Propaggini, retaggio di un mondo contadino che nel 1394 lodava le reliquie di Santo Stefano. Come spesso accade in queste occasioni, il sacro finisce con il confondersi con il profano. Così questo evento ha finito col trasformarsi in una sfida di satira in vernacolo.Gruppi dei cosiddetti propagginanti, opportunamente mascherati da campagnoli, si alternano sul palco per piantare il ceppone, pianta o ramo della vite, simbolo della festa. Si prendono gioco dei personaggi e delle vicende della vita paesana recitando versi in dialetto putignanese.Dopo le esibizioni, un'attenta giuria stila una classifica di merito, decretando un gruppo vincitore.

TRA MITI E RITI

Dopo le propaggini, la festa celebra il suo vero e proprio inizio il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate. Da questa data fino all'ultima sfilata dei carri allegorici, tutti i giovedì sono dedicati all'ironia e al divertimento. Ogni giovedì ha come protagonista una specifica categoria sociale: i monsignori, i preti, le monache, le vedove, i pazzi, le donne sposate e i cornuti, per i quali si provvede al tipico taglio delle corna.Tra gli appuntamenti più attesi del Carnevale di Putignano vi è la Festa dell'Orso, che ricorre il 2 febbraio, giorno della Candelora. Nel centro storico della cittadina ha luogo uno spettacolo itinerante in cui l'orso, al quale la tradizione popolare attribuisce capacità magico-divinatorie, prevede il futuro andamento climatico.Il giorno della vigilia del Martedì grasso, ultimo del Carnevale, ha luogo il rito dell'estrema unzione, che mette in scena una sfilata di finti sacerdoti. Questi, percorrendo le vie del paese dalle prime ore della sera fino a notte fonda, impartiscono una bizzarra benedizione recitando in vernacolo la vita del Carnevale, arrivato alla fine dei suoi giorni.Il martedì grasso ha luogo il funerale del carnevale. Un maiale di cartapesta, che simboleggia gli eccessi propiziatori carnascialeschi, viene bruciato. In vista dell'imminente digiuno quaresimale, si fa un'ultima abbuffata di cibo, lazzi e danze davanti alla  Campana di Maccheroni, anch'essa di cartapesta, che segna 365 rintocchi mettendo fine alla baldoria.

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