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Dal 14 luglio '15 la rassegna "Luglio al Samarè - L'appetito vien sfogliando "
Prima ospite la grande scrittrice Sveva Casati Modignani

Redazione 09/07/2015 Eventi

L'APPETITO VIEN SFOGLIANDO

Nell’anno in cui a Milano si tiene la grande Esposizione Universale, in Puglia, consapevoli della grande importanza che continua ad esprimere  la regionalità e la riscoperta dei sapori  di un tempo  o di gusti rivisitati, Samarè Risto Art propone una serie di incontri nell’ambito dell’evento/ rassegna “Luglio al Samarè - L’APPETITO VIEN SFOGLIANDO”. Sostenuta da Leonardo Salerno, titolare Samarè Risto Art, l’idea progettuale, la cui immagine, comunicazione e contenuti sono affidati  al Riscatto delle Cicale ( Studio di Comunicazione, Web, Editoria), scommette sulla valorizzazione del territorio in cui si opera imprenditorialmente e che sceglie di coniugare l’opportunità di far conoscere l’eccellenza gastronomica, aprendo le porte alla cultura letteraria. Dialoga con gli autori il giornalista, Francesco Pepe, mentre la direzione artistica è a cura del dott. Decio Chiarito. Comunicazione e organizzazione  "Il Riscatto delle Cicale", mentre il progetto grafico è di Roberto Notarangelo.

I VALORI DEL PROGETTO

La qualità del cibo per  Samarè Risto Art ha un forte valore comunicativo ed esprime un’identità sociale e culturale, oltre ad essere espressione di accoglienza.  Tutti sappiamo come mangiare insieme è tipico della specie umana. La vocazione conviviale si traduce mediante l'attribuzione di un senso ai gesti che si fanno mangiando. Quindi, “Luglio al Samarè - L’APPETITO VIEN SFOGLIANDO” vuol essere una propria “vetrina” da presentare a tutti coloro anche amano il piacere del buon mangiare e della buona cultura.  E’ l’invito alla partecipazione ad una tavola simbolica comune che è il primo segno di appartenenza ad un gruppo e alla nostra terra.

LA SCELTA DI UN CONVIVIO

Di certo il cibo è una prodotto materiale, cioè un oggetto di consumo  ma è un valore allo stesso tempo: quando poi il cibo si sposa con la letteratura e da un significato anche al contesto. Da sempre un legame particolare tra cibo e cultura. Infatti, ogni paese ha la sua cultura e la propria identità culinaria, e, come ci dice l’antropologo, prof. Marino Niola, “il cibo è cultura.  L’alimentazione è un linguaggio, si impara a mangiare come si impara a parlare e le prime esperienze alimentari ci segnano in maniera indelebile, ogni alimentazione è lo specchio di una cultura e ci distingue gli uni dagli altri”. Il "Convivio" rimanda etimologicamente a "cum vivere", vivere insieme  e, in questo caso, assaporando di cultura.  E’ anche questo l’obiettivo di Samarè Risto Art, che coglie l’importanza di questo evento per  comunicare  a tutti come è rilevante trasformare il gesto nutrizionale dell’alimentazione in un fatto eminentemente culturale attraverso la partecipazione di scrittori di fama nazionale. Ciò che si fa assieme agli altri, infatti, assume per ciò stesso un significato sociale, un valore di comunicazione, che, nel caso del cibo, appare particolarmente forte e complesso, data l’essenzialità dell’oggetto.

L’INGREDIENTE DELLA CULTURA

Poiché il cibo è  un linguaggio, Samarè Risto Art apre anche allo scambio culturale e lo fa con l’offerta di una proposta di altissimo profilo presentando titoli  di grandi scrittori italiani al fine di offrire contaminazioni che vanno oltre il food.

IL FORMAT DELLE SERATE

Oltre che emozionante, sarà stimolante per tutti entrare in contatto con gli autori e confrontarsi sulle loro opere, mentre  la “seconda portata” della serata sarà rappresentata dalle narrazioni di una degustazione affidata allo chef di Samarè Risto Art. Inoltre, interverranno anche altri “attori” della proposta legata al food del territorio, che rappresentano altre eccellenze della gastronomia regionale e non solo. Infatti, hanno condiviso le valenze del progetto e presenterranno i propri prodotti  Albea Cantine Museo di Alberobello ( rappresentate dal Dott. Claudio Sisto)  e gli Oleifici Rotondo  di Monopoli (rappresentati dalla dott.ssa Antonella Rotondo).

 

LE DICHIARAZIONI DEI PROMOTORI E ORGANIZZATORI

Leonardo Salerno, titolare del “Samarè Risto Art”

“Credo molto nei valori che incarna questo evento da me  fortemente voluto per offrire un ulteriore appeal al nostro territorio ”. Sono le parole di Leonardo Salerno, titolare del “Samarè Risto Art” di Monopoli. “Sono onorato – tiene a sottolineare il giovane imprenditore – di ospitare presso la mia nuova struttura scrittori di fama nazionale. Con questa operazione culturale che, tra l’altro ha finalità di marketing territoriale,  punto a fare sistema e a valorizzare le eccellenze della nostra enogastronomia, offrendo una “vetrina speciale” anche ad altre importanti e significative realtà imprenditoriali che scommettono sulla qualità”.

Decio Chiarito, direttore artistico

“L’evento si  propone di costruire, attraverso il coinvolgimento dell’intero territorio e dell’impresa privata lungimirante e sensibile ai valori della cultura, un momento di approfondimento rappresentato dai vari filoni del romanzo. Grazie a scrittori di fama nazionale,  in una rassegna come questa, uno degli obiettivi è quello di mostrare come la letteratura sia uno strumento attraverso il quale leggere l’oggi, ma innanzitutto comprendere le ripercussioni di una crisi economica, sociale, morale o rivedere la storia già vissuta. I libri, di narrative e a valenza letteraria come quelle di “L’appetito viene sfogliando”, diventano il perno attorno al quale costruire un  confronto diretto con gli autori presenti, certi che la letteratura possa essere riproposta non come piacere assoluto ma anche come mezzo di osservazione del presente in cui ci muoviamo culturalmente ed imprenditorialmente”.

 

GLI OSPITI DEL “SAMARE’ RISTO ART”

 

MARTEDI 14 LUGLIO | MONOPOLI

Ospite:

Sveva Casati Modignani

Presentazione del libro “ La vigna di Angelica” (Sperling)

CHI E’

Sveva Casati Modignani è una delle firme più amate della narrativa contemporanea: i suoi romanzi sono tradotti in venti Paesi e hanno venduto oltre undici milioni di copie. Tra i motivi di tanto gradimento, la ricchezza delle trame e dei contenuti, capaci di ripercorrere – attraverso le vicende familiari e sentimentali dei protagonisti – la storia del nostro paese, i mutamenti sociali, quelli economici e il ruolo della donna nel contesto reale di ieri e di oggi. L’autrice vive da sempre a Milano nella stessa casa in cui è nata e che apparteneva a sua nonna.

IL LIBRO

“La vigna di Angelica” (Sperling)

Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell’antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l’erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d’ombra, fatta di menzogne – quelle del marito – e di sogni infranti.Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l’amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l’auto di fronte a lei sta frenando. L’urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell’automobile, Tancredi D’Azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell’incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell’istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa. La vigna di Angelica è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affascinante in cui rivivono le tante donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e coraggiose.

 

GIOVEDI 16 LUGLIO | MONOPOLI

Ospite:

Nadia Terranova

Presentazione del libro “ Gli anni  al contrario” (Einaudi)

CHI E’

Nadia Terranova (1978) è nata a Messina e vive a Roma. Tra i suoi libri, Bruno. Il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo 2012, illustrazioni di Ofra Amit) che ha vinto il Premio Napoli e il Premio Laura Orvieto ed è stato tradotto in Spagna. Collabora con «IL Magazine» e «pagina99». Gli anni al contrario (Einaudi Stile Libero 2015) è il suo primo romanzo.

IL LIBRO

“Gli anni al contrario” (Einaudi)

Messina, 1977. Aurora, figlia del fascistissimo Silini, ha sin da piccola l'abitudine di rifugiarsi in bagno a studiare, per prendere tutti nove immaginando di emanciparsi dalla sua famiglia, che le sta stretta. Giovanni è sempre stato lo scavezzacollo dei Santatorre, ce l'ha con il padre e il suo «comunismo che odora di sconfitta», e vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano all'università, e pochi mesi dopo aspettano già una bambina. La vita insieme però si rivela diversa da come l'avevano fantasticata. Perché la frustrazione e la paura del fallimento possono offendere anche il legame piú appassionato. Perché persino l'amore piú forte può essere tradito dalla Storia.

«Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se non ci fosse stata Mara ci saremmo persi subito, ma almeno non avremmo continuato a incolparci per le nostre solitudini. Quando penso agli anni trascorsi mi sembra che siano andati tutti al contrario».

GIOVEDI 23 LUGLIO | MONOPOLI

Ospite:

Marcello Fois

Presentazione del  libro “Luce perfetta” (Einaudi)

CHI E’

Marcello Fois, nato a Nuoro nel 1960, vincitore del Premio Italo Calvino 1992, vive e lavoro a Bologna. Ha pubblicato molti libri, tra cui: Falso gotico nuorese (Condaghes, 1993), Picta (Premio Calvino, 1992), Gente del libro (Marcos y Marcos, 1995-96), Il silenzio abitato delle case(Mobydick, 1996), Nulla (Il Maestrale, 1997), Sheol (Hobby&Work, 1997 e Einaudi, 2004 ), Sempre caro (Frassinelli e Il Maestrale, 1998 e Einaudi, 2009), Gap e Sangue dal cielo (Frassinelli, 1999 e Einaudi, 2010), Ferro Recente e Meglio morti (usciti negli Einaudi Tascabili nel 1999 e nel 2000, già precedentemente pubblicati da Granata Press), Dura madre (Einaudi, 2001), Piccole storie nere (Einaudi, 2002), Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour 2007, premio Volponi 2007 e premio Alassio 2007), Stirpe (Einaudi, 2009), Nel tempo di mezzo (Supercoralli, 2012),L'importanza dei luoghi comuni (Einaudi, 2013) e Luce perfetta (Einaudi, 2015).

Ha scritto due racconti per le antologie Crimini (Einaudi Stile libero, 2005),Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008) e L'altro mondo (Einaudi, 2011). Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie L'ultima volta che sono rinato. È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013) e dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014). Ha inoltre curato l'antologia Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).

IL LIBRO

“Luce perfetta” (Einaudi)

Cristian è intraprendente e deciso, «uno di quegli uomini che, a certe donne particolarmente intuitive, fanno l'effetto di parlare anche quando tacciono». Maddalena è altrettanto tenace, e ha dalla sua la forza di saper immaginare - e insieme difendere - il proprio futuro. Sarebbero perfetti l'uno per l'altra, se il loro destino comune non avesse il nome di Domenico. Il sentimento che lega Domenico a Cristian «da un punto di vista della linea parentale genetica non ha nessun valore, ma da quello della linea parentale affettiva è quanto basta per dare senso a una vita intera». Anche se hanno cognomi diversi, infatti, i due ragazzi crescono come fratelli. E quando - passati i furori dell'adolescenza - Nuoro si organizza per apparecchiare la festa di fidanzamento di Domenico e Maddalena (nel frattempo rimasta incinta), diventa chiaro a tutti che per Cristian non c'è piú spazio. Se non fosse che lui è un Chironi, appartiene cioè a una famiglia «sempre caduta in piedi, perché il suo destino è di sembrare lí lí per precipitare, ma poi questo non accade mai». Tanto che quando si mette in mezzo Mimmíu - padre di Domenico, zio adottivo di Cristian - diventa evidente che la stirpe dei Chironi è troppo ingombrante per poter essere tollerata. Del resto «non si conosce veramente qualcuno finché non lo si può paragonare a se stessi»... Dopo Stirpe e Nel tempo di mezzo, un romanzo - attesissimo - colmo di passioni sopite, di tradimenti, colpi di scena e riconciliazioni. Una storia che si scioglie, infine, in un duello epico, dove nella vicinanza e nell'assenza si gioca la partita della vita. Gli anni Ottanta della speculazione edilizia in Sardegna, mescolati alle canzoni di Gazebo e al Conte di Montecristo, fanno da sfondo a una vicenda in cui il cuore dell'intera umanità sembra essere piú che mai esposto agli occhi del lettore. Un esercizio crudele eppure necessario, per sentire addosso quella luce perfetta che ammanta i nostri ricordi. Con la speranza di riconquistare la propria identità e i propri desideri, fino a comprendere che sognare è «immaginare se stessi esattamente nel posto in cui ci si trova».

 

GIOVEDI 30 LUGLIO | MONOPOLI

Ospite:

Gabriella Genisi

Presentazione del  libro “Spaghetti all’assassina” (Sonzogno)

CHI E’

Gabriella Genisi abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio del commissario Lolita Lobosco, la poliziotta più bella del Mediterraneo, già protagonista di quattro romanzi pubblicati da Sonzogno: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012) e Gioco pericoloso (2014).

IL LIBRO

“Spaghetti all’assassina” (Sonzogno)

Per cucinare gli spaghetti all'Assassina, il piatto più famoso di Bari, ci vuole la padella in ferro nero che si trova solo nella città vecchia. Ed è proprio lì che sorge il ristorante di Colino Stramaglia, inventore della famosa ricetta. Una mattina di primavera, all'apertura del locale, il grande chef viene trovato morto ammazzato in maniera talmente efferata da far sospettare un torbido movente passionale. Quale grave sgarbo avrebbe commesso l'illustre personaggio per meritare una fine così orrenda? E quanti misteri si celano dietro al mondo sempre più competitivo dell'alta cucina? Fra le persone informate sui fatti, un affascinante cuoco algerino, una spogliarellista brasiliana e un capocameriere con un'aria da becchino uscito da un film western. A indagare è il commissario Lolita Lobosco, che stavolta trova imbrattate di sangue le sue due attività preferite: l'amore e la cucina. Sullo sfondo di una città sempre più pulp, una nuova intricata indagine, con fosche tinte da noir mediterraneo, metterà a dura prova l'abilità e l'istinto della caparbia investigatrice barese.

 

 

 

 

 

 


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